Il risveglio della consapevolezza per una vita ricca e appagante grazie all’interpretazione dei Tarocchi; il potere della Volontà che trasforma beneficamente una situazione problematica grazie all’intervento ritualistico.
In una dimensione dove mente, spirito e coscienza si intrecciano, il Dott. Rocco Chiriaco’ rappresenta un punto di riferimento unico in Ticino e non solo. Dottore in psicologia con quasi quarant’anni di esperienza, esperto conoscitore del complesso simbolismo dei Tarocchi e ritualista, il Dott. Rocco offre un percorso integrato volto alla crescita personale, alla comprensione profonda di sé e alla gestione consapevole dei propri vissuti al fine di conseguire fiducia in sé stessi e autonomia decisionale.


L’INTERVISTA del dr. Rocco Chiriaco’
. Rocco potresti parlarci della tua esperienza quarantennale di Interprete di Tarocchi e del perché non ti definisci un cartomante?
Io non sono arrivato ai Tarocchi per caso o perché in famiglia avessi un parente cartomante che mi insegnasse a leggere le carte. Il mio è stato un percorso ininterrotto di Conoscenza partendo da Carl Gustav Jung e sviluppatosi poi nel simbolismo e nell’esoterismo. A 17 anni mi iscrissi alla facoltà di psicologia dell’Università di Padova, dove mi sono laureato, spinto da una profonda motivazione alla conoscenza dell’anima e dei meandri dell’inconscio. Approdai alle scienze occulte e all’esoterismo grazie a Oswald Wirth, svizzero-francese, autore nell’Ottocento di un trattato fondamentale sui tarocchi. Un libro che ho consigliato spesso, ma che quasi nessuno è riuscito a leggere: troppo complesso per la maggior parte delle persone, ma per me è stato illuminante.
La parola “cartomante” mi sta stretta. Non mi riconosco in quella categoria.
La cartomanzia è per definizione una pratica mantica, ovvero una forma di predizione del futuro, ma anche conoscitiva di tutto cio’ che è nascosto. Io non uso i Tarocchi solo per predire il futuro, sebbene la mia migliore pubblicità è rappresentata in tutti questi decenni dal “passaparola” dovuto al fatto che le previsioni venivano puntualmente verificate, magari a volte anche a distanza di molto tempo e questo ha permesso di esercitare un’attività ininterrotta da quarant’anni perché se “non ci prendi” nelle previsioni non sei affidabile e quindi non gettonato. Talvolta vengo intervistato anche da testate giornalistiche per previsioni su eventi politici e sportivi. Cito p. es. mia, tra le tante, la previsione della vittoria della Coppa Svizzera da parte dei Young Boys di Berna che sconfissero purtroppo il Lugano (cfr. inserto de “Il Corriere del Ticino- la Domenica” del 4 giugno 2023 – intervista di Davide Illarietti). Considera che i pronostici assegnavano la possibilità che la Coppa Svizzera tornasse in Ticino dove era stata vinta l’anno precedente e io invece previdi il contrario con l’intervista che fu pubblicata il giorno prima che si disputasse la partita. Pensa se avessi sbagliato…i tifosi del Lugano sarebbero venuti a cercarmi per dirmi a loro modo “grazie”…(ride).
I Tarocchi in definitiva sono un oracolo che, se ben interrogato e interpretato, risponde sempre e puo’ divenire uno SPECCHIO per il consultante al fine di avere una visione oggettiva e lucida del proprio problema; già solo questo permette di divenire piu’ consapevoli del problema stesso e quindi vederlo sotto nuovi punti di vista. Considerando ovviamente le previsioni che verrano ricordate solo ad evento avvenuto.
. ma è vero che il giorno del consulto non fai nessuna domanda, nessuna intervista preliminare, non chiedi nemmeno la data di nascita e addirittura nemmeno cosa si vuole sapere?Si’, è proprio cosi’ e da sempre. Non faccio domande né interviste preliminari sia per non dover ripetere quanto mi viene detto e che poi derivero’ dalla divinazione coi Tarocchi, ma anche per avere un quadro OGGETTIVO della situazione reale. Il piu’ delle volte chi racconta il proprio problema giustamente riferisce la sua visione personale del problema stesso che non sempre coincide col principio di Realtà.
Non chiedo la data di nascita nel rispetto della nobile arte dell’Astrologia (madre della moderna astronomia) perché non ci si puo’ appoggiare a una astrologia da oroscopini del giornale/radiofonici o a conoscenze di persone conosciute dal/la cartomante di segni zodiacali che finiscono col diventare un vero e proprio “minestrone” dove ci finisce di tutto salvo l’analisi efficace e realistica della complessa situazione esistenziale del/la consultante.
Il piu’ delle volte, spinti dalla sofferenza e dall’irragionevolezza il/la consultante spiega il motivo per cui chiede un consulto descrivendo tutto nei minimi dettagli la propria situazione. Situazione che poi il/la cartomante ripeterà a pappagallo quanto ha sentito e facendo previsioni che saranno poi tutte da verificare.
Per poter dare questo quadro oggettivo della situazione della persona che ho davanti, non voglio sapere nulla anzitutto perchè non voglio esserne condizionato. A volte nemmeno vedo in volto chi consulta e mi ascolta. Nei consulti telefonici poi, il volto di chi mi consulta non è nemmeno possibile vederlo perché esiste solo una voce, ma chiedo solo il nome e basta.
Tornando alla mia definizione di “Interprete dei Tarocchi”, specifico che non è una definizione che trovi sul vocabolario, ma è un’etichetta che ho scelto io per distinguermi da un mondo che non mi appartiene. Non lo giudico, ma non voglio esserne parte. È un mondo dove si cerca di imbonire chi chiede risposte. Dove si dice alla gente quello che vuole sentirsi dire. Dove il consultante desidera essere ingannato, anche se lo fa del tutto inconsciamente per vedere realizzate le proprie stringenti aspettative.
Mi è capitato spesso di dire e prevedere situazioni che il consultante non voleva sentirsi dire, spiegate alla luce della comprensione che, in quanto luce, dissolve le tenebre dell’illusione. Capita che il consultante mi dica: “lei ha centrato in pieno il mio problema, ma purtroppo mi ha detto cose che non avrei voluto sentirmi dire.” Questo, per me, è rispetto.
La ciarlataneria non è solo truffa: è un balletto a due. Uno vuole essere coccolato, ingannato dolcemente, e l’altro lo asseconda. Ti chiamano “tesoro”, ti fanno sfogare, e poi ti ripetono esattamente quello che gli hai raccontato tu. E tu ti meravigli: “Come fa a sapere tutto?” Ma sei stato tu a raccontarglielo!…
Potrei fare anche un esempio banale per capire dove arriva l’autosuggestione.
Capita spesso che una persona mi scriva su WhatsApp per prendere appuntamento. Il suo nome compare delle volte nel suo profilo. Quando, richiamandola, dico:
“Buongiorno, [nome]…”, alcuni rimangono scioccati: “Come fa a sapere il mio nome?”
Lo avevi scritto tu! E questo dimostra quanto spesso siamo distratti, inconsapevoli, provati.
Questo dimostra quanto sia facile manipolare chi cerca risposte. Io non manipolo. Offro uno specchio. Uno specchio sincero.
.Rocco, vorrei chiederti, cosa pensi del fatto che molti cartomanti/e spiegano che le cose viste con i Tarocchi vanno male perché si è stati colpiti da fatture, malefici, malocchi e affini? In seguito ti faro’ domande specifiche sull’argomento Magia visto che sei anche ritualista.
Sfatiamo un mito: “Mi ha lasciata perché hanno fatto una fattura al mio partner.” È un refrain classico. I Tarocchi non possono diagnosticare un maleficio: sono uno strumento interpretativo, non ritualistico. I rituali intervengono su scompensi energetici dovuti o alla negatività che si puo’ autogenerare o per troppa sofferenza o perché si è oggetto di attacchi energetici distruttivi e malefici. Se davvero si vuole indagare su presunti attacchi energetici, non si puo’ usare un mezzo che è frutto di interpretazione come i Tarocchi. Ti faccio unesempio: potrei descriverti la situazione riferita a qualcuno a cui sei profondamente antipatico e che mostra nei tuoi confronti una finta gentilezza mentre parla male di te alle tue spalle. Questo puo’ essere vero. Ma da questo a pontificare arbitrariamente che quella persona ti ha affatturato perché vuole la tua rovina, ce ne passa. Eppure, c’è chi dice: “Dalle carte vedo che hai un maleficio.
Ma non preoccuparti, te lo tolgo io.” E parte il conto. Marketing.
.ma secondo te è possibile sviluppare una dipendenza nel volersi far leggere le carte troppo spesso?
Anche questo rappresenta il peggio della divinazione. Esiste in tutti gli ambiti: ossessività dell’uso del cellulare con alcune migliaia di accessi al giorno, tabacco, alcool, gioco d’azzardo, sesso,, ecc.
Quando si crea dipendenza succede che chi viene oggi, torna dopo pochi giorni, e si aspetta risposte nuove. Ma se nulla è cambiato nella vita e nell’approccio interiore, le carte diranno esattamente le stesse cose. E invece c’è il/la cartomante che cambia la storia per appagare la dipendenza del/la consultante: “Oggi vedo che ti pensa, oggi hai delle belle carte, rispetto a due giorni fa…” Sembra una soap opera. Ma con me questo non succede mai. I Tarocchi riflettono sempre e comunque la Realtà e cambiano nel momento in cui le previsioni si sono compiute e allora è possibile vedere ulteriori sviluppi.
• A te, che sei anche dottore in psicologia, vorrei chiedere: come
si integra il tuo background psicologico con la lettura dei tarocchi? Ci sono situazioni in cui la psicologia aiuta a evitare fraintendimenti o false aspettative? Io, da dottore in psicologia che vivo in Ticino da 14 anni perché altri 26 anni ho esercitato in Italia, mio paese di origine, so che questa professione permette di avere una conoscenza approfondita dovuta alla diretta osservazione di un numero infinito di casi esistenziali e non solo imparare da una moltitudine di testi universitari e specialistici in materia. Non esercito come psicologo, ma interpreto tarocchi e faccio ritualistica con una base seria.
Quando mi sono laureato in Italia, gli psicologi venivano derisi dai medici, che li consideravano poco scientifici. Oggi, per fortuna, la psicologia è più accettata come scienza, mentre i ciarlatani esoterici rimangono nell’ombra. Eppure, nel corso dei secoli, i maestri dell’esoterismo hanno scritto libri di una complessità enorme:
bisogna conoscere simbolismo, cabala, numerologia per capirli. Un buon esempio è Oswald Wirth, uno svizzero-francese che ha scritto un trattato sugli arcani maggiori dei tarocchi, ma potrei citarne molti altri È un trattato di esoterismo, di una complessità inaudita. A me non ha fatto questo effetto: io l’ho divorato in due notti, mi ricordo, e sono sbarcato in un mondo meraviglioso, dove le conoscenze sono profonde, dove si capisce il senso della vita, perché ci siamo su questo pianeta, da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo.
La definizione che sento piu’ rispondente alla mia natura è quella di “scrutatore d’anime” come la definiva il geniale psicoanalista George Groddeck. Occorre un vero e proprio potere connaturato: il Potere dell’Ascolto. Mai giudicare perché nel giudizio, anche in quello buono come in quello cattivo della condanna, viene effettuata una “proiezione” del vissuto dell’interprete che va a confondere irrimediabilmente il quadro esistenziale del/la consultante. Peraltro eticamente è di una scorrettezza inaudita. Tengo pero’ a precisare che io mi servo della psicologia solo ed esclusivamente sui dati che derivano direttamente dall’interpretazione degli arcani dei Tarocchi.
In definitiva non faccio un po’ di divinazione e un po’ di psicologia, le due cose sono fuse in un approccio olistico.
•Rocco, adesso veniamo all’argomento piu’ complesso e controverso della ritualistica…
La migliore definizione di Magia e di Magia Ritualistica l’ha data il prolifico scrittore e occultista,nonché mistico, poeta, scalatore di montagne e tanto altro ancora, che era Aleister Crowley. Egli affermava che “la Magia è produrre dei cambiamenti in accordo a una Volontà”.
Per fare questo occorre un paziente e costante lavoro su sé stessi volto a purificarsi da tutti i demoni, e sono numerosi, quali il delirio di onnipotenza, l’egoismo, il narcisismo, la tendenza a
manipolare chiunque, ecc. A mio parere ritualisti si nasce e poi si diventa ubbidendo a una radicale vocazione che ha a che fare col “dàimon” descritto da Platone nella sua opera “Repubblica”.
Un ritualista autentico è una persona che vive anzittutto una vita ritirata e riparata dai riflettori del mondo, quasi pari a quella di un monaco. Se un cosiddetto “operatore esoterico”, come molti si fanno chiamare, pubblica decine e decine di testimonianze entusiastiche dei propri interventi, è facile pensare che si tratta di testimonianze che si è scritto lui stesso per ragioni di marketing e quindi, disubbidendo alla Legge che impone silenzio e occulta discrezione, si puo’ facilmente dedurre che non si tratti di un ritualista autentico.
Potrà sembrarti strano quello che sto per dirti adesso: io in quarant’anni di ininterrotta attività ritualistica non ho mai convinto nessuno a intervenire magicamente e questo non certamente perché non sia convinto della straordinaria efficacia dei rituali, ma perché in un campo delicato come questo non è possibile proporre niente a nessuno. Aggiungo peraltro che io iniziai a fare i rituali esclusivamente per me stesso e per verificarne i risultati, come un vero e proprio sperimentatore. Poi, capitava che qualcuno e poi molti mi chiedessero se si poteva fare qualcosa intervenendo con un qualche sistema propiziatorio e invisibile e, a quel punto, non potevo ipocritamente tacere che non facevo ritualistica. Non ho mai convinto nessuno a intervenire magicamente e proprio questo mio atteggiamento è risultato, in tutti questi lunghi anni, convincente per il cliente al fine di chiedermi di intervenire. Nessun pressing, nessun imbonimento, anzi, prima di cominciare spiego ampiamente gli aspetti realisticamente negativi e limitanti connessi alla ritualistica.
.ecco Rocco, stavo per chiedertelo…con questi aspetti negativi e limitanti che hai appena detto cosa intendi?…e ti chiedo: ma questi rituali funzionano?…si puo’ garantire un risultato?..anche perché suppongo che ci siano dei costi da sostenere da parte del cliente…
Le garanzie assolute, a mio parere, non esistono in nessuna professione. Un chirurgo, all’uscita dalla sala operatoria, potrebbe dire “l’intervento è perfettamente riuscito, ma purtroppo, per sopraggiunte complicazioni, il paziente è morto.” Oppure un avvocato potrebbe far valere con tutta la sua capacità ed esperienza le richieste del proprio cliente in un’aula di giustizia, ma la causa potrebbe essere persa perché il giudice o il pretore di turno non accoglie la richiesta inoltrata dall’avvocato. Per quanto riguarda “i costi” che citavi nella tua domanda, penso che saprai che sia il chirurgo che l’avvocato, negli esempi citati, si faranno comunque pagare per il lavoro svolto a prescindere dai risultati non raggiunti.
La riuscita “a tutti i costi” di quello che si desidera potrebbe riuscire pericolosa anche per altri motivi. Supponiamo che si forzi a far tornare una persona che ha voluto chiudere una relazione sentimentale. Se quella persona deve tornare “costi quel che costi” nella vita del richiedente per poi farne uno scempio e creare sofferenza e dolore peggio di quello provato nell’abbandono, ebbene, questo la ritualistica positiva, rivolta al Bene, non lo permetterà mai…!
.beh, e allora, che cosa succede a questo punto?…nessun risultato?…
dal punto di vista tecnico del “target” potrei dirti che hai ragione, ma spesso o praticamente sempre, succede un fenomeno imprevisto. La persona che vuole riavvicinare, perché è stata lasciata, il partner che si è allontanato subisce un ridimensionamento del proprio stato esistenziale: o comincia a provare un crescente disinteresse verso il partner guarendo dalla dipendenza che lo rendeva agganciato, oppure incontra un’altra persona che, se non funziona proprio come “chiodo scaccia chiodo”, ci va molto vicino poiché inizia un nuovo ciclo di esistenza. Tra l’altro, ho osservato tantissime volte che la cosiddetta persona “alternativa” presentava piu’ di una analogia col partner che si voleva riavvicinare: il segno zodiacale, una certa somiglianza fisica, il nome, la professione e via dicendo.Un’azione ritualistica porta sempre a un risultato perché è un’azione sul piano invisibile a cui corrisponde una reazione sul piano visibile. E’ un’opportunità che si sceglie quando tutte le altre possibilità sono fallite; p. es. chiarirsi con la persona che vuole chiudere il rapporto, ma anche una propiziazione di un’attività commerciale che tante volte la sola pubblicità (anche quella pagata profumatamente) si rivela insufficiente e improduttiva, la disalimentazione di pensieri-forma che creano dipendenze, ma gli esempi potrebbero essere tantissimi.
E’ evidente che io stesso mi auguro di centrare per cosi’ dire il bersaglio realiizzando pienamente quello che il/la cliente mi ha chiesto. In questo caso non mi esalto, non gonfio il mio ego, anzi, al contrario, mi ritengo premiato dall’Alto per essere stato un tramite energetico efficace nel raggiungimento di un preciso obiettivo. Direi che in questo sta anche la vita pienamente appagante che conduco a livello quotidiano. Non ho bisogno di applausi di una folla, ma di essere ricompensato per i miei sforzi, la mia costanza e la mia disciplina che investo nella ritualistica. E il godimento è pienamente OCCULTO e proprio perché tale non ha bisogno di riconoscimenti dai social; p. es. rimango esterrefatto, per non dire penosamente divertito, quando vedo, da sempre, foto su foto di candele, carte, sfere di cristallo, qualcuna abbigliata da zingara che si pubblicizza come ritualista con l’immancabile formula di “risultati garantiti al 100%, anzi al 1000 per 1000…
. questo per quanto riguarda la problematica connessa ai risultati. Ma sai dirmi se un’azione ritualistica puo’ avere delle controindicazioni?…puo’ essere possibile che si abbiano come risultati non effetti nulli, ma peggiorativi?…ho sentito p. es. parlare dei cosiddetti “colpi di ritorno”?…
I “colpi di ritorno” esistono solo ed esclusivamente se si fa ricorso a “basse magie” che contattano non intelligenze o divinità superiori, ma entità basse, affamate, che non aspettano altro che entrare in gioco, se chiamate, per fare bottino energetico tanto del cliente sul quale è indirizzata l’azione rituaria quanto sullo stesso operatore posseduto da deliri di onnipotenza. Negli anni 80 e 90 c’erano parecchi che facevano magia nera per essere sicuri di raggiungere risultati “costi quel che costi” e molti di questi hanno avuto seri problemi, poi il fenomeno si è un bel po’ sgonfiato. Bisogna precisare che molte volte il delirio di onnipotenza dell’operatore è tutt’uno con la sua inettitudine e quindi non succede assolutamente nulla in modo che il mondo invisibile, non disturbato, continua a sonnecchiare.
Il noto occultista francese Eliphas Levi affermava che per contattare forze oscure magicamente bisognasse essere già posseduti da forze oscure e oscurità. In definitiva vale la legge dell’Analogia: attiri quello che sei e non puoi, a piacimento, attirare quello che non sei.
• parlando di spiritualità e inversione dei valori, io ammiro personalmente René Guénon.Lui descrive l’epoca del Kali Yuga come l’epoca della dissoluzione.
Credi anche tu che stiamo vivendo il Kali Yuga? E se sì, qual è secondo te il ruolo dell’uomo consapevole in questa epoca?
Sono molto contento che si legga ancora Guénon, ma anche Evola, Gurdjieff… e lo stesso Battiato, che ha fatto una canzone intitolata Il Re del Mondo, ispirata proprio a un libro di Guénon. Il Kali Yuga non è un’invenzione occidentale: viene dalla teologia indiana.
E sì, io credo fermamente che ci troviamo nel pieno del Kali Yuga. Non c’è valore che non sia stato rovesciato. L’amore è diventato merce, il sesso un prodotto da vendere. Non voglio fare un discorso moralistico, ma la durata delle relazioni è sempre più breve, il senso della famiglia è frammentato, e soprattutto vediamo un’esplosione di malessere interiore: depressione, stress, insonnia, ansia. I farmaci antidepressivi sono tra i più venduti al mondo.
E tutto questo avviene mentre apparentemente abbiamo tutto: siamo ben nutriti, abbiamo tecnologia, comfort… Ma manca l’essenziale: la connessione umana. Guardiamoci intorno: quante persone camminano con il cellulare inmano, senza guardare il mondo? Nelle sale d’attesa nessuno parla, nei treni non si scambia una parola.
Siamo disconnessi dagli altri e da noi stessi. Viviamo in un automatismo totale, e quando tutto è automatico, non c’è più spazio per la coscienza e la consapevolezza.
I maestri spirituali parlano da sempre del “risveglio”, della meditazione, del “conosci te stesso”, proprio perché la consapevolezza è l’unica via d’uscita da questa notte spirituale.
• Quindi che consiglio daresti a chi sente questo disagio ma non sa da dove partire? Come si può essere “svegli” in un’epoca che ti vuole dormiente?
Bisogna innanzitutto imparare a non vivere nel pilota automatico.
Ogni gesto può diventare sacro, se è consapevole. Uscire dalla massa, dai modelli preconfezionati, dagli algoritmi che decidono cosa dobbiamo vedere, cosa dobbiamo desiderare. Serve coraggio per restare umani, oggi più che mai. Non c’è bisogno di chissà quali gesti eroici. Basta tornare alla presenza, alla verità di sé. Leggere un libro come Guénon e assimilarlo nell’anima è già un atto rivoluzionario.
Fare una passeggiata senza essere distratti da ogni suono di notifica del cellulare, guardare negli occhi qualcuno e non distoglierli ogni secondo per guardare un display, stare in silenzio per ascoltare il proprio respiro.
• Perfetto, perfetto. Allora Rocco, prima dell’ultima domanda volevo farti una domanda io, magari non
l’ammetto, però così, per curiosità. Posso chiederti qual è il tuo arcano maggiore preferito?
Mi fai una domanda un po’ difficile da dare, no? Nel senso che io amo tutti i Tarocchi, tutti gli arcani. Però se ti devo dire, non so, mi sembra che quello che sia più vicino a come vanno le cose in questo mondo, in questo mondo piccolo e cattivo, diciamo così. Però non voglio dirlo solo in senso negativo, anche in senso positivo.
Beh, dovrei dire il diavolo, Arcano 15.
• Io pensavo intendessi la Torre invece, il sedicesimo.
Si’, la Torre puo’ essere un arcano, come dici tu, molto in linea con il deterioramento e lo sgretolamento di valori nobili e positivi ed è una carta sicuramente significativa per il periodo storico che stiamo vivendo, soprattutto la disintegrazione interiore.,
Anche il diavolo spiega molte cose, come peraltro tutti e 22 gli arcani dei Tarocchi. Poi tra l’altro è l’unica carta che ha una doppia valenza, perché se riguarda le situazioni sentimentali è il coinvolgimento totale, fortissimo, passionale. Infatti si dice “avere il diavolo in corpo”, “essere assatanati”, “as-satana-ti”. Però il diavolo, fuori da questo contesto sentimentale, è il principe del denaro. Quindi riguarda i soldi, riguarda la capacità di diventare ricchi, perché è il principe dei tesori, è il guardiano dei tesori.
• Che messaggio vorresti lasciare ai nostri lettori?
Non sono bravo a lasciare messaggi…posso dire che la Vita è “un dono del Cielo”, torniamo e ritorniamo tante di quelle volte su questo pianeta dove trascorreremo un tempo stabilito, per chi piu’ lungo per chi piu’ corto, al fine di trasformarci e diventare migliori di quello che siamo. E’ una sorta di legge dell’Evoluzione che ci vuole modificati fino a completa guarigione al punto da poter approdare ad altre dimensioni che magari sono quelli dell’eternità e dell’appagamento. Tutte le religioni parlano di una vita di premi o di punizioni in conseguenza delle azioni compiute nella vita su questo pianeta. Le prove che dobbiamo affrontare in questa vita, prove costituite da fallimenti, perdite, separazioni, malattie, ecc. sono utili ai fini di una trasformazione positiva di noi stessi sesostenuta da un’incrollabile fiducia nella Vita. Una Vita che non ci sta punendo, ma dandoci infinite opportunità per diventare piu’ vivi e senzienti.
Quanto dico non potrebbe mai essere raggiunto vivendo nella completa estraniazione di sé stessi e nell’incoscienza piu’ totale che genera sempre e solo comportamenti automatici. Bisogna, è inevitabile, seguire un percorso di Risveglio e questo pianeta è stato moltissime volte visitato da Maestri Illuminati che ci hanno lasciato la chiave per poter intraprendere questo cammino di risveglio vivendo il bene come il male nella vita.
Personalmente non mi preoccupo di sapere se ci sarà un premio o una punizione nell’aldilà. Sono troppo concentrato e attento a vivere e a godermi questa vita celebrando ogni giorno il miracolo dell’esser vivo. E ricorda: piu’ si celebra con gratitudine e piu’ si riceve in abbondanza..

